No ai tagli della Gelmini!

Questo blog è nato come strumento di supporto all'attività di un nutrito gruppo di genitori della provincia di Pistoia che spontaneamente si sono riuniti per condividere il dissenso civile verso la legge 133 , il D.L. 137 e successiva L. 169 e tutte le recenti disposizioni del governo in tema di scuola e diritto allo studio, che noi tutti riteniamo assolutamente inique. Questo blog , pur se originato da genitori con figli in età scolare, vuole essere aperto ad ogni contributo proveniente da altre istituzioni come Università, Ospedali e ogni struttura pubblica avente un ruolo centrale nel tessuto sociale ; tutte le strutture pubbliche infatti sono oggi a rischio.

Per contattarci usa il modulo a lato, oppure scrivi a info@genitoripistoia.it

giovedì 5 marzo 2009

Voti, ronde e aringhe rosse.

Avrete senz'altro notato, no?, come sui giornali, accanto alle ronde con cagnolino e casacchetta impazzino pure articoli fiume sulle votazioni, sulle - orrore, orrore - insufficienze, sulle statistiche buoni_e_rispettosi vs. discolacci e così via pettegolando in pretto stile televisivo.

Sì? Ok, ma l'aringa, che cosa mai c'entra l'aringa? direte voi...

Bene, l'aringa rossa è un artifizio retorico per distrarre l'attenzione degli astanti, lettori o ascoltatori che siano.

Si parla di qualcosa che è marginale (quando non addirittura estraneo) rispetto all'argomento in discussione - la scuola nel nostro caso -, si va fuori tema si sarebbe detto ai miei tempi, e il tutto scientemente affinché la gente non si renda conto di cosa veramente bolle in pentola.

E in pentola cosa c'è, allora? Prego, leggere:

http://www.skolo.org/spip.php?article1004

Un'opinione di parte, dite? Certamente!
Una opinione, se non è di parte, che opinione è?

mercoledì 4 marzo 2009

Saltano supplenze a settembre. Il Governo pregiudica il corretto avvio dell’anno scolastico

http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-print-22182.html

Ordinanza culturale

Riporto con piacere un'email inviata da una maestra che invita ad una riflessione.

3/3/2009
Mi preme far notare che, oggi pomeriggio, mentre tornavo da scuola, ho ascoltato su radio uno una sottosegretaria che parlava del problema dei cani che, non essendo educati, mordono . La signora, rispondendo ad una domanda della Bonaccorti (ma il programma era quello di Mensurati) ha detto in sostanza che il governo ha scritto "un'ordinanza culturale" che sarà seguita da qualcosa di molto più corposo, data l'importanza dell'argomento, cioè da un disegno di Legge. Ora sarebbe bene riflettere sul fatto che il Governo, per la scuola, viaggia su Decreti Legge e con Ordinanze o Circolari ...culturali? No, non ce n'è alcuna necessità! Si parla di scuola, non di cani.
Vi prego di rifletterci e chi può, vada a risentire la trasmissione, verso la fine perchè io sono tornata da scuola verso le 17.20. Ciao a tutti
   Daniela, Maestra fannullona di sinistra.

domenica 1 marzo 2009

Resoconto assemblea del 21 febbraio

(meglio tardi che mai)

Sabato 21 febbraio alle ore 16 si è tenuto presso la scuola Scornio Ovest in via Monterosa un interessante incontro sugli effetti che la legge (cosiddetta) Gelmini produrrà nelle scuole dell’infanzia e sulle scuole primarie e secondarie.

Dopo un paio di mesi di pubblico silenzio, ma di un incessante lavoro diretto a rivitalizzare un’Onda in fase di quasi ‘calma piatta’, il Comitato Provinciale Genitori di Pistoia ha promosso nuovamente un’iniziativa per informare su cosa succederà alla scuola del modulo e del tempo pieno dopo l’approvazione della legge Gelmini. Nonostante fossero stati invitati tutti i dirigenti scolastici, i partiti e i sindacati, l’iniziativa ha visto la presenza di circa settanta fra genitori e professori, il dirigente del V circolo e ‘padrone di casa’ professor Maurizio Monti, l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Pistoia Rosanna Moroni, il segretario regionale di Rifondazione Comunista Stefano Cristiano, oltre a una rappresentante della Cisl scuola. Come invitato particolare ha partecipato la professoressa Patrizia Zucchetta, insegnante della scuola romana ‘Iqbal Masih’ – la prima ad essersi mobilitata contro il taglio/riforma – nonché membro del coordinamento nazionale genitori-insegnanti “Non Rubateci Il Futuro”.

Tutti gli interventi, compresi quelli molto preoccupati dei genitori, si sono concentrati sui tagli e sui tentativi di garantire almeno una parte dei servizi esistenti: il professor Monti, per il V circolo, ha assicurato che cercherà di mantenere, nei plessi dove è presente il tempo-pieno, gli attuali livelli di insegnamento, ma ha poi però sottolineato la scomparsa della compresenza nel modulo e una forte  criticità nel restante tempo pieno.

Alla previsione di un decadimento del progetto educativo si evidenzieranno grandi difficoltà organizzative, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento scolastico dei bambini stranieri o portatori di handicap. Problematiche alle quali si affianca la progressiva riduzione, fino ad esaurimento, dell’insegnamento specialistico della lingua inglese, che verrà assicurato dall’insegnante ‘unica’ alla quale sarà imposto un corso intensivo di 150 ore annue, preannunciando la scomparsa di oltre 11.200 insegnanti di lingua inglese.

L’intervento di Patrizia Zucchetta ha sottolineato come il tempo-pieno – grazie anche alla grande mobilitazione di genitori, insegnanti e studenti – potrà essere conservato in alcune zone d’Italia, con l’esclusione delle regioni del Sud dove le 24 ore la faranno da padrone.

Paradossale appare il forte dissenso espresso dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, organismo nominato dal ministero ma contrario alla scelte del ministro. Decisamente interessante la notizia che a Roma vari soggetti sindacali e studenteschi si sono rivolti al TAR del Lazio, per contestare la mancanza di un piano programmatico e per sottolineare che una legge dello Stato non può essere abolita da una circolare ministeriale. Ricorsi ai quali aggiungere quello rivolto alla discontinuità del Piano Formativo per le classi in essere, sottoscritto e accettato precedentemente a tale riforma.

Oltre alle molte attività ancora in atto da parte del coordinamento nazionale, la battagliera professoressa Zucchetta ha anche criticato il disegno di legge Aprea, dove si parla di scuola come Fondazione, con un consiglio di amministrazione come in una normale azienda privata. Un taglio alla scuola pubblica di 8 miliardi, che porta alla distruzione di oltre trent’anni di lavoro educativo e pedagogico, producendo un forte impoverimento sociale. L’intervento dell’ assessore Moroni ha anch’esso sottolineato il continuo tentativo di violare regole, leggi e regolamenti al fine di rendere genitori e studenti semplici e gagliardi consumatori.

Con i tagli previsti, sostiene l’assessore, si avranno l’eliminazione del modulo, creando così scuole di serie A e scuole di serie B, ma anche tagli economici profondi nel settore della formazione, compresi quelli diretti all’educazione degli adulti, riducendo le possibilità di ricollocamento di tutti coloro che perderanno il lavoro in un età non più giovanissima.

Nel sottolineare l’importanza del movimento degli studenti e dei genitori, attraverso i quali, anche a Pistoia, viene mantenuta viva una mobilitazione diretta ad informare e sensibilizzare, l’assessore Moroni non ha mancato di criticare i sindacati, che hanno di gran lunga ridotto le loro forme di protesta.

Alla richiesta di maggiore mobilitazione si è aggiunto Stefano Cristiano, che ha ricordato l’importanza della mobilitazione della Regione Toscana, che insieme a Province e molti Comuni si sta impegnando per la conservazione degli attuali livelli di insegnamento. Un taglio, quello della Gelmini, che secondo il segretario regionale di Rifondazione Comunista va oltre la volontà di ‘far cassa’ ma che mira alla drastica riduzione dei servizi pubblici e alla ridefinizione di un disegno sociale teso a favorire le scuole private.

 

Oltre ai numerosi interventi di madri e padri preoccupati per questi radicali cambiamenti nel settore dell’istruzione – per molti dei quali sembravano non doverci essere più, vista l’apparente rassicurazione di giornali e televisioni oltre che di molti dirigenti scolastici – si è aggiunto l’intervento della rappresentante della Cisl, che, pur riconoscendo l’insufficienza dei sindacato a livello nazionale, ha rivendicato la grande attività provinciale, diretta all’approfondimento delle numerose modifiche legislative che condurranno a grandi riduzioni di personale, soprattutto il personale precario. Riduzione alla quale si affiancherà l’assenza di continuità dei docenti della classe, messa a rischio da nuove graduatorie.

 

Una serata densa di preoccupazione per un futuro che si profila decisamente incerto, ma anche un’occasione per riannodare i fili di un movimento che si era momentaneamente sfilacciato. Nonostante un po' di pessimismo, molti si sono detti disponibili a continuare, fiduciosi di poter cambiare ancora qualcosa. Il primo passo sarà quello di incontrarsi di nuovo, per elaborare attività e forme di protesta dirette a mettere in discussione questa legge, iniziando dalla prossima riunione del Comitato dei Genitori –al quale sono invitati gli insegnanti, gli studenti delle scuole superiori e anche i nonni – prevista per lunedì 2 marzo, alle ore 21, nella ormai ‘storica’ sede del Circolo Arci di Candeglia.

sabato 17 gennaio 2009


Il sondaggio sembra ancora aperto:
http://www.sondaggi.rai.it/index.php?sid=85147&lang=it

venerdì 12 dicembre 2008

Un punto a favore: via così!

Primi, e consistenti, ripensamenti, dietro-front, e sconfessioni del ministrino Gelmini.
La mobilitazione di questi mesi comincia a dare i suoi frutti.
Continuaiamo a darci da fare, perchè la Scuola Pubblica, dopo di essere salvata (e ancora non lo è) ha bisogno di essere profondamente riformata: non lasciamo che lo facciano i soliti!
Per ora, bravi e grazie a tutti!

sabato 6 dicembre 2008

Dalle lettere di Don Milani, cappellano di S. Donato a Calenzano

Don Milani è famoso per il suo impegno sociale nell'immediato dopoguerra : egli fece dell'istruzione alla classe popolare una missione, ottenendo risultati eccellenti e pagando di persona per le sue scelte.

Qui un breve passo di una lettera ad una signora di Firenze alla quale Don Milani chiedeva soldi per la sua scuola :

" ... Son per la scuola popolare. Quella scuola serale di cui le parlai più volte dove vengono i giovani operai. E' sempre stata l'opera su cui ho posto più speranze. Necessaria più del pane. Istruire gli ignoranti, levar la ruggine a tante belle intelligenze abbrutite nel lavoro e nell'inferiorità sociale. Estendere a tutti il privilegio più geloso dei figli dei ricchi perchè è la chiave di ogni conquista. Tentar di prevenire la rivoluzione sanguinosa con una rivoluzione volontaria e interiore. Costruir le premesse intellettuali alla rinascita religiosa in un mondo di poveri che non vive più una vita cristiana solo perchè la sua vita non ha più neanche l'umano.
Insomma son tante le ragioni per cui il meglio del mio tempo e della mia passione lo spendo sulla scuola. Io spero che lei vorrà capirmi e che non temerà aiutandomi di accelerare il crollo d'un mondo che presto o tardi deve ben cadere!
"

Ora io vi chiedo : sono ancora attuali le Sue parole ?

giovedì 4 dicembre 2008

Intervento Attivo CGIL

Mercoledì 3 dicembre c'è stato l'attivo dei delegati pistoiesi della CGIL in preparazione dello sciopero generale del 12.
In quella occasione ho partecipato a nome della FLC-CGIL Scuola, che è stata fatta intervenire per prima tra tutte le federazioni, e ho letto un breve appello.
Mi fa piacere condividerlo con tutti, al di là delle convinzioni o appartenenze.
Con l'occasione ringrazio Piero Sambusida per la mail da cui ho preso molti spunti.
"La scuola pubblica italiana è tornata ai cosiddetti onori della cronaca.
Sembra la storia di quei pensionati che ricevono più attenzioni per il funerale che in molti anni di vita stentata.
Perchè di questo si tratta: della uccisione della scuola pubblica, perseguita, con premeditazione e freddezza, attraverso la sottrazione selvaggia delle risorse, la demotivazione dei lavoratori e lo scadimento degli obbiettivi.
Senza un briciolo di confronto, da cui i responsabili del delitto fuggono, arroganti e vigliacchi, per rifugiarsi sotto il tepore rassicurante dei riflettori, cullati nei talk-show televisivi da conduttori e “oppositori” tanto docili quanto (non smettiamo di ricordarlo) nostri dipendenti.
Non starò qui a descrivere nel dettaglio gli interventi finalizzati alla demolizione della scuola: basta ricordare che il principio ispiratore, dichiarato, è il taglio di 8 miliardi di euro solo dalla pubblica istruzione.
Dove e cosa tagliare è un argomento conseguente e secondario, certo, ma anche in questo, ed è un dato a mio parere ancora più allarmante, si lascia intravedere la visione della società portata da questo governo.
Non esiste altro comparto dove il datore di lavoro è così totalmente disinteressato dal prodotto finale come nella scuola pubblica italiana, che ha perso negli anni dignità e credibilità, facendo venir meno il suo fondamento esistenziale: il patto tra le famiglie e la società, incarnata nello stato, affinchè ai figli venga data l'opportunità di crescere come persone, e possibilmente migliori dei genitori.
Ma se questo patto è ormai quasi scomparso nella scuola secondaria e nell'università, una buona offerta resisteva, e resiste, nella scuola primaria: un modello non perfetto ma funzionante, dove le famiglie fanno volentieri le collette per sopperire alla cronica mancanza di risorse didattiche, perchè le maestre vogliono ancora migliorare la loro offerta.
Ma proprio la scuola primaria è l'obbiettivo principale dei tagli e degli stravolgimenti normativi ideati da questo governo.
Distruggere la scuola, quindi.
Non in quanto istituto inefficace a cui sostituire un modello ed una offerta adeguata ai tempi ed ai bisogni, cosa che noi peraltro auspichiamo e progettiamo. Non siamo conservatori!
L'attacco, che viene da molto lontano, è al diritto delle persone ad avere una istruzione, o meglio, ad avere PARI OPPORTUNITA' nell'istruzione, e lascio che ognuno si commenti da solo questa riflessione.
Ben oltre gli interventi – ma è facile immaginare ben oltre anche l'intelligenza – di un Berlusconi o di un Tremonti, di una Moratti o di una Gelmini, è visibile a livello globale l'obbiettivo di smantellare l'apparato pubblico dell'istruzione e della ricerca, di ridurre l'istruzione da obbligo, garantito dalle leggi, a un fatto privato, regolato dalle scelte e dal reddito delle singole famiglie.
Milton Friedman, non l'ultimo arrivato, Nobel per l'economia nel 1976, sostiene da mezzo secolo questa visione. È restato a lungo isolato, ma dagli anni Novanta ha trovato alleati nei gruppi dirigenti dell'economia e, in parte, della politica di vari paesi. Assistiamo allo sforzo eroico, di paesi in via di sviluppo, per accrescere i livelli di istruzione dei loro popoli. Ma la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale contraddicono consapevolmente questi sforzi.
Un altro Nobel per l'economia e vicepresidente della Banca mondiale, Joseph Stiglitz, nel 2001 ha denunciato, e per questo è stato costretto ad andarsene, che la Banca mondiale chiede ai paesi più poveri di bloccare i loro stanziamenti per l'istruzione di base e per l'alfabetizzazione degli adulti se vogliono accedere ai prestiti e al sostegno della Banca.
Dollari contro dealfabetizzazione, dollari contro ignoranza, e quest'idea piace a molti gruppi industriali e finanziari e militari, in Usa e anche in Europa, ma per fortuna non a tutti.
Non piace alla FLC, per esempio, e non piace alla CGIL.
Ma soprattutto non piace ai milioni di persone che in queste settimane, senza l'onore dei riflettori, denigrate e offese da stampa e televisione, si sono alzate dai divani per fare una visita al capezzale della scuola, vale a dire del loro diritto di esigere un mondo migliore.
A costoro, cioè a tutti noi, faccio appello per una convinta e unanime adesione allo sciopero generale del 12 Dicembre."